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posticon Cosa Visitare

Le vicissitudini storiche, l'avvicendarsi di epoche e governi, famiglie nobili e artisti, hanno lasciato a Vejano segni in tutta la città. Il Monumento ai caduti, la Fontana in piazza sono soste obbligate per chi scelga di passeggiare senza una meta definita per le vie della città. Proprio queste vie costituiscono già un'attrazione e un motivo in più per concedersi relax, benessere e respirare aria pura: viali alberati, ombrosi e freschi che attraversano la zona della città moderna. Vale poi la pena di fermarsi a visitare il Sacello funerario dei Santacroce, costruito nel 1587 per ospitare le salme della nobile famiglie e che è di particolare interesse pittorico e architettonico.

Vejano è famosa da secoli per la sua acqua minerale. Camminando per le valli e le campagne capita di vedere dei piccoli ruscelli d'acqua all'apparenza ferrosi. Non sono veri e propri torrenti, ma preludi delle sorgenti della gustosa acqua dal sapore fresco e leggermente salino. Seguendo invece la Via Clodia non sarà difficile imbattersi in pascoli popolati da mandrie di cavalli e mucche maremmane. Inoltre, sempre lungo la strada consolare sorgono due centri abitati abbandonati di origine medievale, Alteto e Torre d'Ischia.

posticon Chiesa Madonna del Rosario

      Pubblicato: Giovedì, 28 Dicembre 2017 15:55 Stampa Email

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Chiesa Madonna del RosarioChiesa parrocchiale  "Madonna del Rosario"

A seguito dell’aumento consistente della popolazione di Vejano, verso la fine del XIX secolo il vescovo di Viterbo e il parroco del paese decidono di edificare una nuova chiesa parrocchiale in sostituzione della chiesa di Santa Maria Assunta.

La chiesa di Santa Maria del Rosario è ubicata nel centro urbano e si affaccia a sud su largo Salvo D’Acquisto, innanzi ad un ampio sagrato semicircolare. All’edificio è annessa alle spalle la canonica che si sviluppa ad L attorno ad un giardino. Gli altri due lati sono affiancati da piccole vie carrabili, di cui quella ad ovest cieca. La chiesa, preceduta da un portico esterno, è a tre navate, divise da cinque pilastri che sostengono archi; una triplice arcata divide trasversalmente il corpo longitudinale dalla parte conclusiva soprelevata di tre gradini, articolata anch’essa in tre parti e con terminazione triabsidata. Presbiterio e spazi collaterali comunicano tramite archi in linea con quelli della navata. Le pareti di perimetro delle navate laterali sono articolate da archi ciechi che ribattono quelli della navata centrale, e sono inoltre scandite da ulteriori archi trasversali in corrispondenza di ogni pilastro. Di recente realizzazione, la chiesa presenta internamente un elevato reso in una diversificata espressione materica: in conci di tufo sono eseguiti gli alzati di tutta la parte terminale, così come le archeggiature cieche nelle navate laterali; quest’ultime mostrano fondi intonacati di bianco; mentre i piedritti e gli archi longitudinali nella navata centrale sono rivestiti in peperino e i piedritti e gli archi trasversali nelle navate laterali, intonacati di grigio. Caratteristica particolare dell’organismo basilicale è la scarsissima soprelevazione della navata centrale e la successione di archi trasversali nelle navate laterali costituiti della sola ghiera, ossia privi di superiore parete. Dalla peculiarità dell’elevazione quasi uniforme dell’organismo deriva la disposizione delle finestre, presenti come una sequenza ordinata di monofore nelle navate laterali. Altre tre monofore si aprono in ciascuna delle absidi e un piccolo oculo è posto al di sopra dell’abside centrale; il presbiterio è inoltre illuminato da finestre circolari poste nelle pareti di lato; infine un grande oculo, decorato da una vetrata artistica, rischiara la navata aprendosi verso il portico esterno. Nella controfacciata l’ingresso è dotato di una bussola in legno e vetro. La navata maggiore è sovrastata da un tetto a vista su capriate lignee; le navate minori hanno tetti ad unico spiovente. La facciata è formata dall’avancorpo del portico che ha la medesima elevazione del volume della chiesa. Caratterizzata da un profilo quasi a capanna, a causa del leggero rialzo degli spioventi della navata centrale rispetto a quelli delle navate laterali, essa si presenta forata da una pentafora con altissimi archi, di cui quello centrale più ampio e più elevato rispetto a quelli laterali, uguali fra loro. Il fornice centrale corrisponde inoltre nel fondo del portico all’oculo che illumina l’interno della chiesa. Mentre gli archi del portico sono incorniciati dal peperino, il resto della facciata, così come i prospetti laterali si presentano in muratura a vista di conci di tufo.

Per fare un tour in ambiente virtuale, sia esterno che interno, della chiesa clicca QUI

posticon Chiesa di Sant'Orsio

      Pubblicato: Giovedì, 28 Dicembre 2017 15:25 Stampa Email

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Chiesa di Sant'Orsio Vejano

La famiglia Santacroce commissiona l’edificazione della chiesa di Sant’Orsio nell’area di una preesistente cappella votiva. Le fondamenta della precedente struttura sono riscontrabili nel retro dell’attuale edificio.

Il santuario di Sant’Orsio è ubicato fuori dal centro abitato e sorge isolato all’interno di un piccolo parco confinato, situato a circa 350 m dalla strada provinciale 493. All’area si giunge tramite una piccola via di campagna che costeggia ad ovest il sito. L’accesso avviene tramite un cancello e un percorso delimitato ai lati da un filare di alberi. La chiesa è ad aula unica rettangolare disposta con asse da nord a sud. Il presbiterio, contenuto nello stesso vano, è individuato dal rialzo di un gradino, e al centro di questo spazio è posta la mensa d’altare isolata, soprelevata su un ulteriore gradino; alle spalle di questa a ridosso del fondo si erge un frontespizio architettonico con pala votiva. Nello stesso presbiterio si apre una porta per lato; altre due porte sono inoltre presenti sulla parete di fondo ai lati del frontespizio dell’altare. Tali accessi conducono ad un ampio spazio retrostante destinato a sagrestia, dal quale è possibile accedere al campanile. Le porte laterali, invece, comunicano con l’esterno. L’ambiente posteriore corrisponde ad un basso volume con sviluppo a C, attorno alla parte terminale dell’aula di culto; dai lati di esso è possibile accedere direttamente dall’esterno alla sagrestia e al campanile. Nei lati dell’aula si aprono nicchie semicircolari e arcuate, ricavate nello spessore murario a circa un metro da terra. Sul lato est ve ne sono tre: le prime due ravvicinate all’inizio dell’aula e l’ultima presso il presbiterio; sul lato ovest la stessa disposizione è tuttavia variata dal fatto che la seconda nicchia risulta tamponata e la terza è a fondo piano e terminazione rettilinea, all’interno del preesistente vano arcuato. Sia questa nicchia sia quella corrispondente sul lato opposto sono decorate da affreschi. Le pareti dell’aula sono interamente intonacate e presentano una zoccolatura grigia dipinta su tutto il perimetro. Il frontespizio dell’altare è costituito da un’edicola su colonne libere rialzate su piedistalli, con timpano curvo spezzato; il tutto realizzato in stucco; le colonne sono decorate con girali di fogliame. La pala d’altare raffigura la Madonna con Bambino e Sant’Orsio. L’intera aula è coperta da tetto a capriate in vista con doppia orditura lignea e pianelle. L’ambiente è illuminato da due coppie di finestre rettangolari sui lati lunghi della navata, da una lunetta al di sopra dell’ingresso e da due piccole e basse aperture strombate ai lati di quest’ultimo, tipiche degli edifici religiosi di campagna.

Il santuario ha una facciata ad intonaco con schema a capanna, con angoli decorati a bugne, su una zoccolatura perimetrale in lastre di peperino. Alla base del timpano corre una piccola cornice orizzontale che al centro è interrotta da un oculo cieco. Il portale, in peperino, è architravato e con cornice sostenuta da mensole; poco più in alto di esso si apre una lunetta priva d’incorniciatura; semplici fasce definiscono invece le due basse finestre rettangolari ai lati dell’accesso; tali aperture sono inoltre dotate di grate metalliche. I fianchi e la parte posteriore si presentano semplicemente intonacati. All’interno del basso volume che abbraccia la chiesa alle spalle, è situata la torre campanaria a base quadrata con copertura a quattro spioventi. Anch’essa è intonacata ed è scandita in quattro livelli da un’intelaiatura a fasce. La cella campanaria è caratterizzata da un’apertura centinata sui lati nord e sud e da bifore ad est e ad ovest

posticon Monumenti ai Caduti

      Pubblicato: Giovedì, 28 Dicembre 2017 11:45 Stampa Email

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Monumento ai CadutiMonumento ai caduti della prima e della seconda guerra mondiale

 

Il Monumento, promosso da un comitato di cittadini, fu inaugurato 13 maggio 1920. L'opera costò 10.750 lire contro le 9.000 preventivate, di cui 1.750 stanziate dal Comune con deliberazione n.14 del 23 maggio, successiva, quindi, all'esecuzione ed inaugurazione. Il 7 maggio il corrispondente locale de "Il Messaggero" dà notizia che nel paese si lavora alacremente per terminare il monumento per la cerimonia inaugurale stabilita da lì a poco. In tale occasione saranno distribuiti i diplomi e le medaglie alle famiglie dei caduti. Il Monumento è costituito da due gradoni, nell'alzata del più alto sono inserite le lapidi con i nomi dei caduti, su cui poggia una base in peperino con gli specchi scolpiti: alla corona d'alloro sul fronte, fa pandant lo scudo circolare su ramo d'alloro, affiancato da due gladi, i cannoni in decusse, l'elmo tra due rami di palma. Questa alta base sorregge un obelisco dove, dopo il 1945, fu posta la lapide in ricordo dei soldati caduti nel conflitto 1940-45. Il basamento in peperino di Vejano ricorda, per la chiarezza del partito figurativo e l'uso dei simboli, quello della vicina Villa San Giovanni, anch'esso predisposto per sostenere un simbolo ripreso dall'antico: una colonna mozza di riuso. In questo, un ramo di palma, si affianca all'icona di due proiettili di cannone, di un elmo, e di una corona d'alloro con inscritta la stella a cinque punte dell'Italia. La particolarità dei due monumenti, oltre alla concezione d'insieme, comunque piuttosto ordinaria, sta nell'aver rappresentato iconograficamente, uno degli elementi di novità della Grande Guerra, il cannone, in luogo, ovviamente, dell'artiglieria, senza la quale la guerra di posizione sarebbe stata impensabile.

 

Per visualizzare la scheda completa del monumento ai caduti di Vejano clicca QUI

Fonte www.catalogo.beniculturali.it

posticon Rocca dei Borgia - Santacroce

      Pubblicato: Mercoledì, 27 Dicembre 2017 08:30 Stampa Email

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VEJANO (VT) – Rocca dei Borgia-Santacroce

Si ha notizia di prime fortificazioni erette nell’VIII secolo, periodo in cui il controllo del territorio passò dal ducato romano alla Chiesa. Intorno al XIV secolo divenne feudo degli Anguillara ai quali si deve l’edificazione di una prima rocca a controllo della strada che giunge da Bracciano. Nel 1493 venne distrutta da Papa Alessandro VI e riedificata da Onofrio Santacroce nel 1518. La costruzione nelle sue forme attuali riprende i nuovi criteri dell'architettura militare del Cinquecento, voluti dai Borgia. Tra le altre famiglie che ne hanno avuto il possesso nel corso della storia ricordiamo gli Orsini e gli Altieri, a cui si devono alcune trasformazioni tra cui l'innalzamento di un piano di una torre. La rocca è a forma triangolare e munita di tre torrioni a scarpa, i quali, data la loro ampiezza e la continuità che si è venuta a creare fra essi ed il camminamento che corre lungo tutto il perimetro, anticipano il concetto di bastione. Si distingue da altri castelli della Tuscia in quanto le fondamenta sono scavate nel tufo. Il lato della fortezza prospiciente il paese è munito di un fossato di notevole larghezza e di un ponte ancora conservati, mentre l’esposizione verso la campagna ha la sua difesa nei tre torrioni che controllano con la loro disposizione l’intero arco di 180°. Il piano inferiore, la parte più antica, era adibita a stalle e cantine, gendarmeria e prigioni, mentre la parte superiore in muratura era la residenza dei signori di Viano (antico nome di Vejano). Attualmente il castello è di proprietà del Principe Francesco di Napoli Rampolla e alcuni ambienti sono visitabili solo su richiesta.

posticon Piazza Santa Maria

      Pubblicato: Domenica, 24 Dicembre 2017 14:33 Stampa Email

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Piazza Santa MariaUn tour im ambiente virtuale di "Piazza Santa Maria" Vejano

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posticon Piazza XX Settembre

      Pubblicato: Domenica, 24 Dicembre 2017 14:20 Stampa Email

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Piazza XX SettembreTour in Ambiente virtuale di "Piazza XX Settembre"

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